MAFIA: RICCI SINDONI (UNIV. MESSINA), “LA VOCE IMPLACABILE E POTENTE DELLA CHIESA” PER UN “RADICALE CAMBIAMENTO DI ROTTA”

“Dalle intercettazioni ambientali, che hanno contribuito al successo dell’operazione Gotha a Palermo, è emerso un dato significativo e, per certi versi, incoraggiante: ciò che questi presunti uomini d’onore temevano non erano tanto le parole della politica, quanto la voce del Papa e della Chiesa”. È il commento di Paola Ricci Sindoni, docente di Filosofia morale all’Università di Messina, all’operazione che ha condotto all’arresto di diversi esponenti della mafia palermitana. “Il grido accorato di Giovanni Paolo II ad Agrigento, quando, pronunciò quella condanna senza appello contro i crimini della mafia – aggiunge Ricci Sindoni -, ha colpito quelle coscienze indurite, avvezze al crimine e pronte a comprare tutto”. Per Ricci Sindoni, “solo la voce, implacabile e potente della Chiesa, pur nella sua nuda povertà, ha spaventato questa gente, consapevole che in questa sede nulla si può comprare; tutto va invece accolto come invito alla conversione e al radicale cambiamento di rotta”. Insomma, “non basta esibire la Bibbia, come ha fatto Provenzano, che, come si sa, era diventata un cifrario per i suoi impegni malavitosi. Occorre, al contrario, mettersi, almeno una volta, di fronte alla propria coscienza dove, in assoluta libertà, riscegliere di essere uomini di fronte a Dio”. C’è da sperare, conclude Ricci Sindoni, “che tra le celle del carcere, questi uomini continuino a risentire, insieme alla voce potente del Papa, la parola quotidiana e confortante della Chiesa che anche a Palermo vive sostenendo il bene ed aiutando la coscienza civile e ridiventare libera da questo insostenibile fardello”.