"Questa maturazione ha chiarito il Papa – fu portata a compimento dallo Spirito Santo nella Pentecoste, così che Giacomo, quando venne il momento della suprema testimonianza, non si tirò indietro". All’inizio degli anni 40 del I secolo, infatti, il re Erode Agrippa "fece uccidere di spada Giacomo fratello di Giovanni". La stringatezza della notizia, ha osservato Benedetto XVI, "rivela, da una parte, quanto fosse normale per i cristiani testimoniare il Signore con la propria vita e, dall’altra, quanto Giacomo avesse una posizione di spicco nella Chiesa di Gerusalemme". Il Santo Padre ha ricordato anche una tradizione secondo la quale il corpo di Giacomo fu trasportato a Santiago di Compostella, luogo diventato "mèta di numerosi pellegrinaggi". Così "si spiega la rappresentazione iconografica di san Giacomo con in mano il bastone del pellegrino e il rotolo del Vangelo, caratteristiche dell’apostolo itinerante e dedito all’annuncio della ‘buona notizia’". "Da san Giacomo ha proseguito il Papa – possiamo imparare la prontezza ad accogliere la chiamata del Signore anche quando ci chiede di lasciare la ‘barca’ delle nostre sicurezze umane, l’entusiasmo nel seguirlo sulle strade che Egli ci indica al di là di ogni nostra illusoria presunzione, la disponibilità a testimoniarlo con coraggio, se necessario, fino al sacrificio supremo della vita". Giacomo si pone, perciò, ha concluso Benedetto XVI, "davanti a noi come esempio eloquente di generosa adesione a Cristo. Seguendo il suo esempio siamo sulla strada giusta".