È dedicata all’apostolo Giacomo, figlio di Zebedeo, la catechesi dell’Udienza generale del Papa di oggi. Proseguendo nella serie di ritratti degli Apostoli scelti direttamente da Gesù durante la sua vita terrena, Benedetto XVI ha ricordato come Giacomo, detto il maggiore per distinguerlo da Giacomo figlio di Alfeo, detto il minore, sia stato anch’egli "pescatore", che "alla chiamata di Gesù rispose con grande prontezza". Presente in molti momenti forti della vita di Gesù, il Papa ne cita due particolarmente significativi: la trasfigurazione di Gesù sul monte Tabor e l’agonia nell’orto degli Ulivi. "In entrambi i casi ha sottolineato il Santo Padre – Giacomo viene prescelto, insieme a Pietro e a Giovanni, come testimone dell’evento: è sicuramente un segno di speciale predilezione da parte di Gesù. Si tratta di situazioni molto diverse l’una dall’altra: in un caso, Giacomo con gli altri due Apostoli sperimenta la gloria e l’estasi, nell’altro si trova di fronte alla sofferenza e all’umiliazione". Certamente, ha aggiunto Benedetto, "la seconda esperienza costituì per lui l’occasione per correggere l’interpretazione, probabilmente erronea, della prima: egli dovette intravedere che il Messia, atteso dal popolo giudaico come un trionfatore, in realtà non era soltanto circonfuso di onore e di gloria, ma anche di patimenti e di debolezza, partecipe delle nostre sofferenze. Giacomo poté così gradualmente maturare la propria fede, discernendo a poco a poco la vera identità messianica del Maestro". (segue)