"Risolvere in maniera giusta e adeguata le rivendicazioni della popolazione nell’assistenza all’istruzione o alla salute, la viabilità, le opere pubbliche o la gestione degli spazi pubblici": è una delle raccomandazioni sul caso San Salvador Atenco e Texcoco, in Messico, fatte dalla Commissione civile internazionale di osservazione per i diritti umani, organismo indipendente nato nel 1998 formato da esperti (avvocati, psichiatri, ecc.) e attivisti sociali, che renderà nota oggi a Roma una relazione sulle violazioni commesse il 3 e 4 maggio scorso: nelle due località di San Salvador Atenco e Texcoco, ad una sessantina di km da Città del Messico, circa 3000 poliziotti messicani hanno realizzato due operativi sui manifestanti, con 2 morti, decine di feriti e oltre 200 persone fermate e picchiate. Secondo la Commissione (che ha raccolto oltre 170 interviste tra attori chiave del conflitto), pare che gli scontri siano dovuti a "motivazioni politiche (l’avvicinarsi delle elezioni presidenziali messicane del 2 luglio), economiche (l’opposizione dei cittadini del municipio di San Salvador Ateneo al megaprogetto di costruzione del nuovo aeroporto di Città del Messico) e sociali (la mancata risposta da parte del governo alle legittime richieste dei contadini". "Tutti i fermati afferma la Cciodh hanno subito vessazioni e violazioni al limite della tortura". La relazione sarà presentata oggi alla stampa italiana (ore 12, Sala stampa Camera dei deputati, via della Missione, 4).