Tre sono i compiti fondamentali del vescovo, secondo quanto c’insegna il Concilio Vaticano II: "maestro della fede", "dispensatore della grazia" e "guida del suo popolo". Ne ha parlato oggi pomeriggio nella cattedrale di Parma il card. Giovanni Battista Re, prefetto della Congregazione per i vescovi, nel corso della 56a settimana nazionale del Centro di orientamento pastorale, che si sta svolgendo nel capoluogo emiliano a partire dal tema "La Chiesa locale madre dei cristiani e speranza per il mondo". "Il Concilio Vaticano II ha ridato slancio e importanza al compito della predicazione del vescovo e ha sottolineato l’obbligo che egli ha di promuovere la fede e di vigilare per custodirla", ha precisato il porporato; "il vescovo ha aggiunto è l’annunciatore della salvezza portata da Cristo e dell’amore di Dio che va in cerca di ogni creatura umana". In secondo luogo, "il vescovo è il rappresentante di Cristo nella sua Chiesa", e dunque "deve preoccuparsi che sia custodito con cura presso i suoi sacerdoti il senso del sacro e del mistero". Ma è soprattutto sul suo ruolo di guida della comunità, punto di riferimento per credenti e non credenti, che il card. Re si è soffermato. "Il vescovo è un padre che vive solo per i suoi figli. Forma un tutt’uno con la sua Chiesa, con i suoi sacerdoti, con la sua comunità diocesana, come un padre con la sua famiglia". Ma "anche per chi non ha la fede, egli è un punto di riferimento morale e istituzionale. E quando vi è qualche evento eccezionale o qualche dramma, tutti attendono la sua parola".” ” ” “