COMUNICAZIONI: MASSIMO MILONE (UCSI), OGGI NECESSARIO "UN RECUPERO DI CREDIBILITÀ"

Chi sono i comunicatori oggi? Quali sono le vie dell’accesso alle professioni? E che ruolo gioca la formazione dei comunicatori nei rapporti tra i sistemi politico-istituzionale e sociale? Su questi temi si è incentrato un forum promosso da Ucsi (Unione cattolica stampa italiana)-Desk, Problemi dell’informazione, Centro di documentazione giornalistica e Direzione comunicazione Enel, a Roma, nei giorni scorsi. Il presidente dell’Ucsi, Massimo Milone, ha sottolineato come oggi "la grande battaglia è quella di un recupero di credibilità (sinonimo di autonomia, pluralismo, senso di responsabilità) della professione". Il preside di Scienze della comunicazione dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, Lucio d’Alessandro, ha invocato "un intervento del ministero della comunicazione" per ridefinire l’intera formazione giornalistica"; dal canto suo, anche Vittorio Roidi, segretario dell’Ordine nazionale dei giornalisti, ha confermato la necessità della "laurea obbligatoria per svolgere la professione giornalistica. Per chi arriva agli esami professionali il livello culturale è ancora troppo basso". Al contrario, da parte della Fieg (Federazione italiana editori giornali), Sergio Moschetti ha affermato come "il meccanismo di accesso previsto dalla legge sia adeguato, mentre la richiesta di un titolo di studio sarebbe in contrasto con gli altri Paesi europei".