CATECHESI: CONVEGNO CEI, A CREMONA CATECHISTI "A DOMICILIO", MEGLIO SE "IN COPPIA

Catechisti "a domicilio", meglio se "in coppia", che hanno il compito di instaurare un clima di "simpatia" con i genitori che chiedono il battesimo per i propri figli, in modo da favorire contatti "informali" con il parroco e la comunità e coinvolgere le famiglie perché accompagnino i loro figli non solo per il battesimo, ma durante tutto l’itinerario dell’iniziazione cristiana. Succede, da tre anni, in diocesi di Cremona, grazie ad un progetto catechistico che vuole partire "dall’esperienza di vita dei genitori, per ‘agganciare’ la famiglia ed aiutarla a riscoprire il senso del matrimonio cristiano", ha spiegato don Antonio Facchinetti, direttore dell’Ufficio catechistico della diocesi di Cremona, agli oltre 200 partecipanti al Convegno Cei dei direttori degli Uffici catechistici diocesani. Il catechista battesimale a domicilio, ha raccontato il relatore, deve prima di tutto tener conto della "tipologia differenziata dei genitori, del loro diverso grado di maturità della fede", ma anche della situazione matrimoniale, regolare o non. Anche alle persone separate, divorziate o risposate viene dunque proposto "un cammino di preparazione al battesimo dei loro figli fatto di tre-quattro incontri che si svolgono nelle case", per poi culminare con la celebrazione del battesimo nella messa domenicale della comunità parrocchiale. Anche il battesimo è "a tappe", perché preceduto da due celebrazioni: una per esprimere "l’accoglienza dei battezzandi da parte della comunità", l’altra per il rito di unzione pre-battesimanale dei bimbi".