CATECHESI: CONVEGNO CEI; NO ALL'”IMPROVVISAZIONE”, SÌ A UNA CATECHESI DEGLI ADULTI CAPACE DI “GENERARE NUOVI CRISTIANI”

“Empirismo, superficialità, improvvisazione”: sono alcuni “rischi” della catechesi degli adulti da superare attraverso un tipo di “annuncio” e comunicazione della fede capace di “generare nuovi cristiani”. Lo ha detto don Emilio Alberich, professore emerito, già ordinario di catechetica alla Pontificia Università Salesiana,intervenuto oggi al Convegno dei direttori degli Uffici catechistici diocesani, in corso ad Olbia (fino al 22 giugno) sul tema: “Il racconto della speranza”. “Riscoperta della Parola di Dio, introduzione della catechesi di impronta catecumenale, consapevolezza della necessità del dialogo tra fede e cultura”: queste, secondo il relatore, le novità più importanti nell’ambito della catechesi dopo la “svolta” del Concilio Vaticano II, in seguito alla quale è maturata nelle Chiese d’Europa la centralità della catechesi degli adulti, come “catechesi principale e modello di tutte le altre”. Nonostante questo “primato” della catechesi degli adulti, ha denunciato però Alberich, “nelle nostre comunità la catechesi continua ad essere prevalentemente infantile”, o al massimo quella degli adulti viene collocata come “aggiunta” a quella destinata ai fanciulli, adolescenti e giovani. Di qui la necessità di superare “forme troppo infantilizzanti e deludenti” di catechesi degli adulti, caratterizzate speso da “difficoltà di linguaggio e di comunicazione”, o dal pericolo di “dare risposte che nessuno capisce a domande che nessuno si pone”.