Monsignore Joan-Enric Vives Sicilia, vescovo della diocesi catalana d’Urgell e co-principe di Andorra ha chiesto che i governanti catalani "applichino con saggezza lo Statuto catalano" che è stato approvato ieri con un 74% dei voti". Il presule ha dichiarato che il fatto che la metà dei cittadini di questa "nazione della Spagna" si sia astenuto di votare deve fare "riflettere" e ha chiesto ai governanti di cercare "la partecipazione di tutte le idee e sensibilità". Il vescovo ritiene che in questo ordinamento, sostitutivo di quello del 1979, non ci sia "una via per l’eutanasia e l’aborto libero", come è stato denunciato da gruppi cattolici durante il referendum. Ha tuttavia ricordato che "alcuni aspetti del testo sono preoccupanti". "Nazione catalana" è un concetto che già nel 1985 i vescovi catalani espressero nel documento "Radici cristiane della Catalogna". Il vescovo Vives ha chiesto serenità e anche uno "sforzo" per superare letture sfiduciate di questo testo al punti di ritenerlo il segno di "una rottura della Spagna o una mossa non rispettosa della Costituzione". (segue)” “