Il Concilio Vaticano II ha avuto il "merito indiscusso di rilanciare il nome e più ancora il concetto apostolico di Chiesa particolare". Mons. Gaetano Bonicelli, arcivescovo emerito di Siena, ha aperto oggi pomeriggio a Parma i lavori della 56a settimana nazionale del Centro di orientamento pastorale (Cop), che vede oltre 200 partecipanti confrontarsi a partire dal tema "La Chiesa locale madre dei cristiani e speranza per il mondo". È proprio dai documenti conciliari, e ‘in primis’ dalla ‘Lumen gentium’, infatti, che "le Chiese particolari vengono presentate come ‘formate ad immagine della Chiesa universale’". "Volendo presentare la Chiesa come il Signore Gesù l’ha voluta e come viene testimoniata dalla prassi della vita delle prime comunità cristiane ha precisato l’arcivescovo , s’incontra inequivocabilmente con le Chiese particolari". La dimensione locale non significa tuttavia separazione dal centro, né federazione. "Dobbiamo ben guardarci dal concepire la Chiesa universale come la somma, o, se così si può dire, la federazione più o meno eteroclita di Chiese particolari essenzialmente diverse", ha precisato mons. Bonicelli, riprendendo l’esortazione apostolica ‘Evangelii nuntiandi’. Piuttosto, è la stessa Chiesa che, essendo universale per vocazione e per missione, quando getta le sue radici nella varietà dei terreni culturali, sociali, umani, assume in ogni parte del mondo fisionomie ed espressioni esteriori diverse".