"Occorre proseguire sulla strada intrapresa, quella della cooperazione sociale, perché è l’unica che riesce oggi a consegnare una prospettiva di sviluppo non incerta e a lungo termine". Michele Odorizzi, trentino, amministratore della Federazione delle Cooperative ed esperto in cooperazione sociale, segue i rapporti con la Locride e vive, ancorché indirettamente perché "filtrati" dalla distanza, i problemi e le paure di chi lavora nel settore della produzione di piccoli frutti: "Oggi – spiega, anche alla luce della recente decisione di Filippo Callipo di lasciare l’incarico di presidente della Confindustria calabrese, – si tratta proprio di paura per la propria incolumità fisica". "Da circa un anno e mezzo – osserva -, dopo il tempo del sogno in cui l’entusiasmo era in grado di prevalere sulle difficoltà ed è coinciso con l’estensione delle aree coltivate e con l’incremento della produzione agricola nella Locride, il clima è cambiato. Intimidazioni, attentati, omicidi in piazza come quello di Gioiosa Ionica: oggi nella voce di molte persone si avverte la paura" e "sono parecchi a ritenere la Chiesa di Calabria l’unica in grado di opporsi alla n’drangheta e alla criminalità organizzata". Di qui, per Odorizzi, l’importanza di "mantenere accesi i riflettori sulla regione e intensificare la rete di relazioni umane legata alla cooperazione sociale in campo agricolo perché tutto ciò che passa attraverso l’agricoltura ha un fortissimo legame con la terra, e quindi con le persone" ma, conclude, "anche le istituzioni devono sostenere questo percorso scommettendo sulla rinascita economica di quella terra".