"Ogni Chiesa locale ha in sé tutto ciò che le serve per essere in comunione con Dio e con i fratelli". Lo sottolinea mons. Domenico Sigalini, vescovo di Palestrina a presidente del Centro di orientamento pastorale (Cop), presentando la 56a settimana di aggiornamento pastorale, che si terrà a Parma dal 19 al 22 giugno sul tema "La Chiesa locale madre dei cristiani e speranza per il mondo". Secondo mons. Sigalini, "questa consapevolezza di essere unità di vita e di salvezza nel mondo dà alla Chiesa particolare la forza della missione". "In secondo luogo ha aggiunto , la Chiesa locale è in grado di esprimere tutto il Vangelo che Dio le ha dato, quindi è responsabile dell’annuncio evangelico non soltanto per il luogo in cui vive, ma per tutto il mondo: ha una destinazione universale, pur essendo viva e concreta in una specifica realtà". Il presidente del Cop ha poi richiamato l’importanza dei segni nell’esperienza cristiana, a partire "dal mistero dell’incarnazione: Dio si è fatto uomo, ha preso un corpo all’interno di una realtà databile, precisa, identificabile geograficamente e storicamente". Dai segni visibili "come le persone, il vescovo, il ministro, il popolo di Dio" agli elementi che costituiscono il tempio, come "la cattedra, il battistero e l’altare". Fondamentale la comunità "altrimenti i segni non trasmettono nulla. La stessa Parola di Dio ha un suo valore specifico nella comunità che la sostiene, la interpreta, la vive e la propone". (segue)