LAVORO DOMESTICO: MINISTRO BINDI AL CONVEGNO ACLI-COLF, "FIGURA DA RICONOSCERE PROFESSIONALMENTE"

"Da mesi si spendono parole per definire l’istituto familiare, ma non c’è la medesima passione nel definire il ‘ruolo’ della famiglia oggi, mentre incombono questioni etiche legate alla crescente povertà, alla solitudine degli anziani, con il declino del welfare state che ha scaricato le difficoltà e i pesi sulla famiglia stessa": lo ha detto stamane a Roma il presidente nazionale delle Acli, Andrea Olivero, rivolgendosi al ministro delle Politiche per la Famiglia Rosy Bindi, intervenuta al seminario su "Lavoro di cura: scenari attuali e proposte per il futuro". Secondo Olivero, "occorre che la famiglia divenga, nel modello di stato sociale che il nuovo governo andrà a ridefinire, la piattaforma su cui poggiare i provvedimenti di contrasto alla povertà e di promozione dell’istituto familiare invocati". Il ministro Bindi, dal canto suo, ha sottolineato che "intende porre la familia al centro delle politiche del paese e non solo delle politiche sociali". Si è impegnata a proporre "il riconoscimento professionale del lavoro di cura per dare sicurezza sia alle lavoratrici, sia alle famiglie che le assumono" e ha sottolineato l’urgenza di "dare vita a un fondo di solidarietà per i non autosufficienti, realtà ormai molto diffusa che vede coinvolta una famiglia su cinque". Il ministro ha anche detto che "occorre sostenere la genitorialità perchè in Italia non nascono bambini. Non solo con denaro, ma anche con servizi di rete e servizi per il lavoro".