Il voto al referendum confermativo della riforma della Costituzione italiana del 25 e 26 giugno prossimi "non dovrebbe avere alcuna caratterizzazione di tipo partitico". E’ quanto ha dichiarato, in un’intervista al SIR, Francesco D’Agostino, presidente centrale dell’Unione giuristi cattolici italiani (Ugci) in merito al prossimo referendum costituzionale. Per D’Agostino "la politicizzazione del referendum rende purtroppo molto improbabile un voto da parte dei cittadini riferito alla reale sostanza del contendere, peraltro tecnicamente ardua. Ed è un vero peccato, perché sono obiettivamente maturi i tempi per una revisione non ideologica della Costituzione". Riferendosi al contributo dei cattolici alla stesura della Costituzione il presidente dell’Ugci ha ricordato che "la responsabilità dei cattolici nel contesto della politica italiana di oggi è non piccola. La loro divisione non ha infatti portato un contributo di chiarezza al dibattito sociale e costituzionale italiano, ma piuttosto di confusione. Basti portare come esempio i due temi, di assoluto rilievo costituzionale, di difesa della vita e di difesa della famiglia". "Mi piacerebbe ha concluso – che dai cattolici impegnati in politica nascesse oggi una iniziativa non di tipo politico-partitico, ma di alto livello costituzionale (come quelle attivate dai padri costituenti), per sciogliere le tante ambiguità di cui questi temi sono caratterizzati”.