"Sdegno" e "sconcerto" perché "ancora una volta le donne, all’interno di un grande evento mediatico e nell’indifferenza delle istituzioni, saranno oggetto di sfruttamento sessuale in violazione ai principi di dignità e di valore dell’essere umano". Viene espresso oggi dal Centro italiano femminile dell’Emilia Romagna, a proposito della prostituzione e tratta di esseri umani all’interno dei Campionati mondiali di calcio 2006 in Germania. "Oltre ai tifosi e agli appassionati di uno sport che, a parole, dovrebbe essere portatore di grandi valori soprattutto per i giovani osserva Laura Serantoni, presidente regionale del Centro italiano femminile Emilia Romagna – si stima che circa 40.000 donne saranno importate dall’Est Europa con false promesse di lavoro legale e costrette a prostituirsi per unirsi alle 400.000 donne prostitute già presenti in Germania". Il Cif ricorda che il Consiglio federale delle donne tedesche ha chiesto alla nazionale di calcio di patrocinare la sua campagna “Cartellino rosso per la prostituzione coatta”, "ma un solo giocatore, il portiere di riserva della nazionale tedesca ha dato la sua adesione, salvo ritirarla dopo qualche ora. Per il resto solo indifferenza da parte della Federcalcio tedesca".