Per il card. Ruini, “la sfida della pastorale giovanile consiste nell’inserirsi in questa frattura tra razionalità scientifica e mondo esperienziale sia per intercettare i giovani e rendersi comprensibili, sia per colmare e saldare questa frattura, evitando, così, lo smarrimento deigli stessi giovani”. Il cardinale ha, quindi, invitato a “potenziare e innalzare la proposta cristiana in tutti gli ambiti di vita che coinvolgono i giovani”, presentando quattro profili: “quello della preghiera, spazio privilegiato di incontro con Cristo”; “il profilo ecclesiale, affrontando la sfida di mettersi in rete per una pastorale integrata”; “il profilo della pastorale dell’intelligenza, che deve saper mostrare come la razionalità scientifica da sola non basta per rispondere alle domande di fondo dell’uomo e della necessità di ipotizzare un’intelligenza creatrice”; “il profilo dell’amore, ricordando che il messaggio cristiano fortifica anche l’amore umano che ha bisogno di essere rinsaldato per ritrovare se stesso”. Infine, il cardinale ha ricordato l’importanza di “promuovere esperienze pratiche di aiuto al prossimo bisognoso, mentre è sbagliato preservare i giovani dal dolore, che rappresenta metà della vita”. “La parola chiave per l’educazione alla fede – ha concluso il cardinale riprendendo le parole di Benedetto XVI – è ‘innamoramento di Cristo’, che è decisivo per la testimonianza cristiana, centro della missione”.