"Si dovrebbero assegnare cartellini rossi all’industria del sesso, ai suoi clienti e alle pubbliche autorità" che ospitano i Mondiali di calcio. E’ il parere dell’arcivescovo Agostino Marchetto, Segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, che in una intervista alla Radio Vaticana ha parlato del traffico di esseri umani "che fa ombra" all’imminente Campionato mondiale di Calcio 2006. "La prostituzione ha affermato – viola la dignità delle persona umana, riducendola a oggetto e strumento di piacere sessuale. Le donne diventano merce da comprare, il cui costo è perfino inferiore a quello di un biglietto per una partita di calcio". Mons. Marchetto ricorda che "la prostituzione è consentita in alcune zone della Germania, ma è ancor più grave il fatto che oltre quarantamila donne entreranno nel circuito della prostituzione durante il Campionato mondiale e molte di loro sono costrette a svolgere questa attività contro la loro volontà". Dopo aver elencato le numerose iniziative della Chiesa contro la tratta, l’arcivescovo ha indicato alcune strade possibili per liberare le donne dalla schiavitù: "la difesa dei loro diritti richiede che le vittime siano protette e che il loro interesse e benessere siano messi al primo posto. Queste donne dovrebbero perciò avere la possibilità di reintegrarsi tramite la concessione del permesso di residenza, temporaneo o permanente. Dovrebbero, inoltre, poter accedere a un lavoro degno e a forme di ricompensa". Mons.Marchetto suggerisce altresì di "applicare la legge e punire gli sfruttatori dell’industria del sesso e i trafficanti. Essi dovrebbero essere perseguiti e puniti con imposizione di penalità finanziarie".