"È assolutamente insufficiente" e in certi casi anche "negativa" la soluzione proposta dalla Fao e dagli Stati membri per risolvere il problema della fame nel mondo, puntando cioè "su un modello di sviluppo agricolo orientato alla produzione di prodotti diretti alle esportazioni": lo ha affermato oggi Sergio Marelli, direttore generale di Volontari nel mondo-Focsiv, commentando i dati Fao in apertura della 25ª Conferenza regionale per l’Europa in corso a Riga: 854 milioni di persone nel mondo che soffrono la fame, di cui 820 milioni nei Paesi poveri. "Ma il dato più eclatante fa notare la Focsiv è che nella seconda metà degli anni ’90 è risalito di 23 milioni di unità il numero di persone che soffrono la malnutrizione, annullando i pochi risultati ottenuti nei cinque anni precedenti". Marelli ricorda anche che in Europa" la concentrazione del fenomeno della fame e della malnutrizione sta nei Balcani e nei Paesi dell’ex Unione sovietica". Per questo "c’è bisogno di una decisa inversione di rotta con la quale sostenere le agricolture delle piccole produzioni a livello familiare". Marelli chiede che gli Stati membri "adottino le Linee guida per il diritto al cibo come strumento e impegno necessario per la tutela dei diritti fondamentali di ogni persona". Questi temi saranno al centro del mese di mobilitazione del Comitato Italiano per la Sovranità Alimentare (17 settembre – 18 ottobre) programmato in occasione dello Special Forum Fao 18-20 settembre 2006).