I tassi di interesse nell’area-euro crescono di un quarto di punto "per tenere sotto controllo il livello dei prezzi e l’inflazione", quest’ultima legata alla crescente bolletta energetica. Jean-Claude Juncker, presidente della Banca centrale europea, ha annunciato oggi, al termine del direttivo Bce svoltosi a Madrid, il ritocco dei tassi di riferimento (si tratta del terzo aumento in sei mesi), con decorrenza 15 giugno: il pronti contro termine passa così al 2,75%. Al termine della riunione – cui hanno preso parte il commissario Ue agli affari economici e monetari, Joaquin Almunia e il presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker -, lo stesso Trichet ha però sottolineato il "momento favorevole che attraversa l’economia europea", che potrebbe rafforzarsi nel secondo semestre del 2006. "Riscontriamo dati incoraggianti sulle esportazioni, sull’efficienza delle imprese e un contenimento del costo del lavoro"; non mancano "segnali positivi sul versante dell’occupazione". Secondo gli esperti della Bce, si confermano d’altro canto alcune "minacce" per il settore produttivo e commerciale, legate all’aumento del prezzo del petrolio, a "eventuali squilibri a livello globale" (nuovi conflitti, specialmente nell’area mediorientale) e agli "atteggiamenti protezionisti" assunti da alcuni Stati Ue.