“Rinnovare il sì al matrimonio significa continuare ad essere ministri di grazia al servizio della santità del coniuge, anche se questi non è più con noi”. Così Maria Pia Campanella, dell’arcidiocesi di Palermo, separata da diversi anni ma “fedele” al proprio matrimonio, spiega al SIR il senso della giornata di riflessione e di preghiera che si svolgerà domenica 11 giugno 2006 a Baida (con inizio alle ore 9,30 presso le Suore di Carità del principe di Palagonia in via Falcona, 22), durante la quale verrà rinnovato il “sì” di alcuni sposi separati non risposati o conviventi. Promossa dal Centro pastorale familiare dell’arcidiocesi di Palermo nell’ambito dell’accompagnamento pastorale dei separati non risposati né conviventi, e presieduta dal vescovo ausiliare mons. Salvatore Di Cristina, la giornata sarà animata dai coniugi Chiancone (del citato Centro pastorale). Maria Pia, che fa parte del gruppo “Santa Maria di Cana”, sorto nel 1998 e formato da coniugi separati o divorziati che intendono restare fedeli al sacramento e alla missione del matrimonio, parla del proprio percorso spirituale, “che è comune anche a tanti altri”. “Dopo il dolore della separazione – ricorda – il primo passo è quello di ricostruirsi come figli di Dio. Solo con la forza del Suo amore è possibile passare alla fase del perdono del coniuge e quindi approfondire il senso e il valore del matrimonio e di un impegno che continua per tutta la vita”.