“L’eugenismo – affermano – è una pratica odiosa che consiste nel selezionare dei bambini che nasceranno in funzione di criteri utilitaristici che non rispettano la loro dignità intrinseca”. La pratica dei bebè-medicina, in particolare, “è un eugenismo vergognoso, circondato di buoni sentimenti”. I vescovi fanno anche riferimento ad un provvedimento delle Camere federali svizzere, che nel 2005 hanno accettato l’eugenismo negativo (soppressione di embrioni portatori di caratteristiche genetiche inappropriate) mentre vorrebbero vietare l’eugenismo positivo (selezione di un embrione accettabile”. Ma entrambe le pratiche, ad avviso della Chiesa svizzera, sono “incoerenti e non realiste” perché si tratta comunque di “strumentalizzazione dell’individuo umano”. “La Svizzera – affermano – deve dare un segno chiaro vietando i bebé-medicina ed ogni altra forma di strumentalizzazione degli embrioni umani”. Vie alternative, a loro avviso, possono essere trovate nella promozione della cultura del dono (di organi, di sangue e di midollo osseo) da parte degli adulti, cosa che “renderebbe inutile il ricorso ai bebè-medicina”.