"Unire l’impegno di chi è più avanti negli anni, dei più giovani, dei fedeli di diverse confessioni cristiane per un’Europa più solidale. Oggi, il Vecchio Continente ha bisogno più che mai di concordia al suo interno per avere più efficacia nelle altre parti del mondo": questo l’obiettivo che si propone il cammino ecumenico. È quanto ha spiegato, questa mattina, a Terni, mons. Vincenzo Paglia, presidente della Commissione Cei per l’ecumenismo e il dialogo, consegnando ai giovani delle scuole della città la Carta ecumenica, in occasione del III convegno ecumenico nazionale. Agli studenti e ai presenti è stato donato anche un portachiavi, che "simboleggia l’Europa legata dall’amore, in cui ci sono 25 stelle per i 25 Paesi dell’Unione europea, la croce e le tre onde, che rappresentano le tre grandi tradizioni cristiane: cattolica, ortodossa ed evangelica". "Mentre gli Stati ha aggiunto mons. Paglia cercano di affossare l’Europa per difendere i propri diritti nazionali, noi dobbiamo muoverci in senso opposto, promuovendo la riconciliazione tra tutti". Oggi, infatti, ha osservato il vescovo, "c’è il rischio di creare steccati psicologici e religiosi. Come cristiani abbiamo una responsabilità nei confronti dell’Europa: lottare per un mondo più giusto e solidale a partire dall’unica fede che viviamo".