"La conseguenza del restringimento dei tempi per ricovero e cura dei malati negli ospedali porta con sé un aumento di problemi per le famiglie, chiamate a diventare una sorta di piccolo ospedale. Ciò solleva nuove domande sia dal punto di vista sanitario e dell’assistenza, sia per quanto riguarda la cura pastorale dei malati da parte delle comunità cristiane": lo ha detto il vescovo Merisi a Chianciano, durante la presentazione della Nota pastorale dei vescovi sulla sanità, diffusa nei giorni scorsi. Merisi ha messo in luce che, comunque sia, la Chiesa è chiamata ad annunciare il Vangelo "dentro" e "attraverso" il mondo della salute, riconoscendo al malato "un ruolo di annuncio e di testimonianza cristiana che può diventare una forza trasformatrice nella società". Occorre però ha sottolineato "arrivare a un agire della Chiesa che sia organizzato e intelligente, coinvolgendo tutte le categorie del popolo di Dio. Bisogna stare comunque attenti a non confondere il servizio alla carità, svolto dalla Caritas, da quello della pastorale della salute, svolto dalle varie strutture di pastorale specifica. Sarà anche opportuno valorizzare il Tavolo nazionale delle istituzioni sanitarie di ispirazione cristiana, che da qualche tempo sta sperimentando forme nuove di presenza e azione". Il vescovo Merisi ha anche fatto riferimento agli "Osservatori giuridico-legislativi" da istituire a livello regionale che ha detto "laddove ci sono hanno già dato buona prova di sé".