"Nel campo della salute, così come in altri settori, si fa urgente e importante una maggiore e più strutturata presenza di laici cristiani, anche tramite associazioni e movimenti, per far giungere alle istituzioni e realtà civili le istanze di accoglienza e tutela della vita a ogni livello": lo ha detto questa mattina a Chianciano Terme, dove si sta concludendo il convegno nazionale dei responsabili diocesani della pastorale sanitaria sul tema "Fragilità psichica e mentale", mons. Giuseppe Merisi, vescovo di Lodi e membro della Commissione episcopale di settore. Presentando la Nota pastorale "Predicate il Vangelo e curate i malati", resa pubblica dalla Cei nei giorni scorsi, il vescovo Merisi ha sottolineato che il documento presenta un’analisi attenta delle "conquiste e difficoltà del mondo della salute oggi". "Se la Chiesa, attraverso i pastori e le sue strutture, può intervenire e segnalare difficoltà e problemi, più efficace sarebbe una presenza creativa e profetica di fedeli laici, medici, operatori sanitari, associazioni e gruppi di volontariato, attivi ai vari livelli sociali e sanitari. Ciò varrebbe anche a livello culturale ed etico, mentre ci troviamo in un’epoca segnata dall’affievolirsi delle evidenze etiche". Del resto, ha poi aggiunto, "tali presenze potrebbero anche contribuire a una migliore conoscenza delle posizioni sostenute dalla Chiesa, spesso oggetto di giudizi avventati e scarsamente fondati".