MALATTIE MENTALI: CONVEGNO CEI; CHIODI (TEOLOGO), "NON DEMONIZZARE LA FRAGILITÀ PSICHICA"

"Se la fragilità psichica e mentale è solo una forma, concreta e storica, della fragilità umana, essa non va demonizzata, come se fosse un impedimento sempre da annullare o una parentesi da superare": lo ha detto don Maurizio Chiodi, teologo moralista, nella sua relazione sulla fragilità psichica e mentale al convegno Cei in corso a Chianciano. Secondo l’antropologia cristiana, ha aggiunto, "nel disagio psichico non c’è solo una malattia o un deficit da curare, ma c’è una persona da incontrare e di cui prendersi cura. Questo implica la necessità di entrare con essa in una relazione di prossimità, nella quale venga riconosciuto pienamente all’altro la possibilità di essere un soggetto attivo nella relazione". Il teologo ha quindi fatto appello alla coscienza non solo morale ma anche "civile" di fronte ai drammi della sofferenza psichica. "La cura della fragilità psichica e della debolezza mentale – ha detto – diventa così una forma qualificante la qualità dei rapporti umani all’interno di quel patto che caratterizza la convivenza civile: essa è infatti cifra rivelatrice della capacità di una cultura a promuovere delle buone forme di relazione per tutti coloro che ne fanno parte". Per la comunità cristiana si tratta quindi di mettere in atto "forme concrete di accoglienza, ospitalità, aiuto, sostegno, cura, sollecitudine, prossimità, nei confronto di chi sperimenta in prima persona il disagio della fragilità psichica o mentale".