"Non ci sarà efficace politica di rilancio della economia, di risanamento della finanza pubblica, del prendere a cuore le sfide che provengono dai selvaggi ritmi della globalizzazione e della pressione dei popoli dal cosiddetto Terzo mondo, se non teniamo fermi quei ‘principi’ che i padri costituenti provenienti dal mondo cattolico, dalla sinistra marxista e dal mondo liberale, vollero con forte determinazione". A ribadire la perenne attualità della nostra Carta Costituzionale, alla vigilia del 2 giugno, festa della Repubblica, è Piero Altieri, direttore di "Il Corriere cesenate", settimanale della diocesi di Cesena-Sarsina. "Celebrare la festa della Repubblica prosegue il direttore – significa riappropriarci della nostra identità di nazione italiana, forgiata lungo i secoli da una storia piena di contrasti" ma che "porta i segni fecondi della cultura antica, elaborata poi nei suoi contenuti fondamentali" dalla "luce forte del Vangelo". Tra i valori non negoziabili della Costituzione, Altieri elenca "il primato originario della persona, senza alcuna discriminazione; i vincoli imprescindibili di solidarietà che a ogni livello devono compaginare tutta la convivenza civica, a partire dalla valorizzazione effettiva degli enti locali, secondo il principio necessario della sussidiarietà, privilegiando i ceti più deboli e più emarginati" ed "il riconoscimento della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio e come soggetto primario nella definizione di ogni programma politico ed economico".