REFERENDUM LEGGE 40 UN ANNO DOPO: MONS. COZZOLI (LATERANENSE), "LA CHIESA NON PUÒ NON FAR SENTIRE LA SUA VOCE"

"C’è una verità della vita, del matrimonio e della famiglia, del nascere e del morire che non è a disposizione di nessun desiderio, nessun interesse, nessun partito, nessuno schieramento politico, nessuna assemblea legislativa". A ricordare il primato dei "valori non negoziabili" richiamati da Benedetto XVI, è mons. Mauro Cozzoli, docente di teologia morale alla Pontificia Università Lateranense. In una nota pubblicata sul SIR di questa settimana a un anno dal referendum del 12 e 13 giugno 2005, il cui risultato è stato "netto ed inequivocabile", il teologo parla di "razioni confuse e scomposte" che "dai temi referendari si sono allargate ad altre questioni attinenti la vita e la famiglia". Da una parte, spiega il teologo, "ci sono movimenti ed esponenti politici che, mal sopportando l’esito referendario, in spregio alla volontà popolare, dicono già apertamente che la legge 40 deve essere cambiata, provocando Governo e Parlamento in tal senso". Dall’altra, "è in atto una massiccia offensiva intesa a liberalizzare i beni del matrimonio e della vita su un triplice terreno: quello dell’aborto chimico, mediante la diffusione facile e la legalizzazione delle pillole abortive, la RU486 in particolare; quello delle unioni cosiddette civili o P.A.C.S., con l’istituzione di forme alternative di matrimonio e di famiglia; e quello dell’eutanasia, per mettere fine a vite giudicate “non degne” di essere vissute". (segue)