"L’elemento più grave e avvilente della vicenda che ha portato all’indulto è che da tutte le parti si riconosce come la sua motivazione sia puramente pragmatica: svuotare le carceri giunte alla saturazione". E’ il parere di Francesco D’Agostino, presidente dell’Unione giuristi cattolici italiani, che giudica come "palliativo e transitorio" il provvedimento di clemenza approvato oggi dalla Camera dei Deputati. "In realtà il problema delle carceri italiane è serio e richiederebbe un intervento decisivo: o si costruiscono nuove strutture, oppure per alcune tipologie di reato si sostituisce la detenzione con altre forme di pena". La strada scelta, invece, "esaurirà i suoi effetti entro un anno sottolinea D’Agostino , mentre dall’altra parte non si tiene conto di quanto sia grave questa destrutturazione del sistema punitivo". Il vero senso del provvedimento, continua il giurista, "dovrebbe essere la riconciliazione sociale con alcune categorie di soggetti che hanno violato la legge, ed è su questo che si fondava anche l’appello di papa Giovanni Paolo II. Un appello da più parti strumentalizzato e incompreso". Conclude D’Agostino: "In questo provvedimento qualsiasi finalità sociale è assente, sostituita da calcoli che troppo spesso vengono applicati nel nostro sistema giudiziario". "Il valore morale si azzera, rimane una tecnica discutibile di gestione del sistema carcerario".