ECUMENISMO: SAE, RUSCONI (UNIV. TORINO), "DISCUTERE CON ONESTÀ INTELLETTUALE"

"Rispetto alla laicità le posizioni oggi tendono ad irrigidirsi": è questa l’opinione di Gian Enrico Rusconi, docente di Scienza politica all’Università di Torino, intervenuto stamattina, alla tavola rotonda su "Quale laicità?", promossa dal Sae a Chianciano durante la 43ª sessione di formazione ecumenica. Per Rusconi, infatti, "benché tutti si dichiarino laici, quando si tratta di tradurre tale ‘laicità’ in operazioni politiche e si discutono temi in cui apparentemente la religione e Dio non c’entrano, vediamo che vengono fuori presupposti religiosi non laici, anche se sono camuffati come argomentazioni razionali o laiche". D’altro canto, "in campo laico c’è chi considera deleterio dare spazio pubblico alla religione, quasi fosse una minaccia alla laicità, ma anche questa posizione è fuori tempo. Infatti, l’idea di Stato laico cambia fisionomia nella post-modernità e anche gli italiani, non necessariamente religiosi, guardano al Magistero della Chiesa su temi come la vita, la morte, l’ingegneria genetica". "Potrebbe sembrare impertinente – ha proseguito il politologo – ma vorrei invitare a ‘non abusare di Dio’ nel discorso pubblico, quando, ad esempio, sono in gioco dei discorsi caso mai affidabili criticamente alla scienza". Insomma, ha chiarito Rusconi, "trovo legittimo che il credente usi argomenti religiosi ma lo faccia con onestà intellettuale". L’ideale sarebbe che "il credente usasse argomentazioni accettabili anche per il non credente".