CONGO: ELEZIONI DEL 30 LUGLIO, LA CHIESA HA PREPARATO 5.000 OSSERVATORI

Quattro milioni di morti e, ancora oggi, 1.200 vittime al giorno, di cui la metà bambini. Numeri impressionanti che danno un’idea del dramma del Congo. Domenica 30 luglio il paese africano è chiamato alle prime elezioni libere dopo quelle del 1960, tenute in occasione dell’indipendenza dalla dominazione coloniale belga. Sono previste elezioni presidenziali e legislative che possono segnare la fine di un lungo periodo di instabilità e di guerre.
La Chiesa congolese, che si è impegnata moltissimo in questi due anni per sensibilizzare e formare i cittadini con un messaggio della Conferenza episcopale, ha lanciato un allarme: vi sono ancora grandi ostacoli: ritardo nella formazione di un esercito integrato, insicurezza persistente nell’est del paese, intimidazione di cui sono stati oggetto giornalisti e politici, tentativi di interruzione del processo elettorale e soprattutto la mancanza di un dialogo positivo di concertazione nazionale. Il 20 luglio ha ribadito i timori di manipolazione e di frodi elettorali e di conseguenza ha ipotizzato la possibilità di non riconoscere la validità delle elezioni. Per scongiurare questi pericoli la Chiesa congolese ha preparato 5.000 osservatori elettorali che saranno attivi in tutto il Paese.