ECUMENISMO: SAE, "LA FEDE DEI PADRI E DELLE MADRI" ALLA CATTEDRA DEI GIOVANI DI DIVERSE RELIGIONI (2)

Ad avviso di Stefano d’Amore sono tre i binomi per gli evangelici in Italia: "fede e storia, fede e trasmissione di un patrimonio, fede e confronto". "La storia della fede protestante, così radicale e difesa fino alla morte, è fonte di fascino per i giovani – ha chiarito il segretario della Fgei -, i quali sono ‘impregnati’ della fede dei genitori, anche grazie ad una preparazione attenta". Si potrebbe aggiungere, per D’Amore, un altro binomio: "Fede e politica perché i giovani sentono che nella Bibbia c’è un appello a sporcarsi le mani e a parlare di giustizia sociale". Per Federica Di Lascio, "le generazioni non riescono più a dialogare nella fede e c’è una diffidenza dei giovani verso i padri e le madri nella fede perché mancano modelli credibili nella testimonianza". Il mettere in discussione la fede trasmessa da parte dei giovani produce, per la presidente della Fuci, alcune novità positive come "il ritorno alle radici di una fede essenziale e la ricerca di nuovi stili di vita e nuovi linguaggi per portare la buona notizia negli ambienti dove viviamo". Viorel ha, poi, evidenziato "la necessità di trovare formule adatte per offrire un’assistenza teologica, sociale e caritativa". Tra i problemi citati da Sumaya, "la disinformazione dei media sui musulmani", mentre D’Amore ha parlato di "resistenza al cambiamento". Di Lascio ha ricordato come "i giovani abbiano difficoltà ad accettare l’etica sessuale cattolica".