"Pesante sconfitta per la tutela degli embrioni in Europa": in una nota diffusa ieri, la Conferenza episcopale tedesca si è espressa sulla decisione del Consiglio competitività Ue sul VII programma quadro sulla ricerca europea, che contempla anche le ricerche sugli embrioni. "La ricerca condotta con le cellule staminali embrionali, che presuppone l’uccisione della vita umana sottolineano i vescovi tedeschi -, può essere ulteriormente finanziata da fondi Ue". La decisione di ieri è, perciò, "un segno tremendo dello stato della tutela della vita umana in Europa: il diritto alla vita e una tutela illimitata della vita umana dal momento del concepimento non sono garantiti completamente". In questo modo, prosegue la nota, "gli interessi per la ricerca sono valutati ad un livello superiore rispetto alla dignità e al diritto alla vita degli embrioni umani. Così, anche con i fondi tedeschi sarà consentita una ricerca vietata in Germania secondo il diritto vigente e che presuppone l’uccisione della vita umana". La decisione, per i vescovi tedeschi, "è tanto più deplorevole in quanto esistono alternative alla ricerca sulle cellule staminali embrionali: la ricerca eticamente ineccepibile condotta mediante le cellule staminali cosiddette adulte". Infine, la Conferenza episcopale si rammarica che "non abbiano avuto successo le iniziative per una soluzione più restrittiva che avrebbero rafforzato la protezione degli embrioni umani in Europa".