MEDIO ORIENTE: ISTITUTI RELIGIOSI APERTI AGLI SFOLLATI DEL LIBANO

"C’è distruzione dappertutto. La popolazione civile è terrorizzata e demoralizzata. I profughi aumentano. Finora le case religiose e le istituzioni cattoliche non hanno subito attacchi e spesso fungono da rifugio per gli sfollati". E’ la testimonianza di padre Elias Aghaei, superiore dei religiosi Paulisti (Società di San Paolo) in Libano, raccolta dall’agenzia internazionale Fides. "La guerra continua e mietere vittime. La nazione sta subendo gravi danni alle infrastrutture, che sono a beneficio di tutti. Oltre 4.000 rifugiati, in fuga dal Sud del Paese, hanno raggiunto l’area di Harissa, dove si trova la nostra casa. Stiamo cercando di assisterli, di dare cibo, ma non siamo provvisti di tutto quel che occorre, soprattutto medicinali. Chiediamo alla comunità internazionale e ai leader politici che si riuniscono a Roma, prima di tutto la fine dei bombardamenti. Poi si potrà e si dovrà ridiscutere del conflitto in Medio Oriente, che dura da 50 anni". A chiedere una tregua anche Georges Absi, Superiore in Libano della congregazione dei Fratelli delle Scuole Cristiane che conferma: "gli istituti religiosi sono messi a disposizione degli sfollati. Nelle nostre scuole, dove non vi sono studenti per via delle vacanze estive, sono stati annullati i campi per i giovani. Gli istituti sono diventati riparo per i profughi. Cerchiamo anche di aiutare nell’opera di assistenza ai rifugiati, ma le condizioni sono difficili. Aspettiamo e preghiamo perché sia proclamato un cessate il fuoco".