MEDIO ORIENTE: CINGOLI (CIPMO), "DAL VERTICE UNA RICERCA DI SOLUZIONI DEFINITIVE DELLA CRISI"

Dal vertice di pace che si terrà dopodomani a Roma è da attendersi, oltre ad un cessate il fuoco o una tregua, "almeno la creazione di un corridoio umanitario, e, a medio termine, delle proposte, sulla scia di quelle del G8, che contengano le linee di una soluzione definitiva della crisi". A parlare è Janiki Cingoli, direttore del Centro italiano per la pace in Medio Oriente (Cipmo) che in un’intervista al Sir commenta il conflitto tra Israele e Libano. "L’accettazione di Israele di un dispiegamento di forze Nato – che ripropone un modello usato in Kossovo, Nato sotto ombrello Onu – è un’apertura significativa" dichiara Cingoli. "Tuttavia Israele teme che un dispiegamento immediato non gli consenta di concludere lo smantellamento dei missili hezbollah. E’ chiaro che la fine delle ostilità passa per il rilascio dei prigionieri, cosa tutt’altro che scontata anche dopo la cattura israeliana di due hezbollah". Quanto invocato dal Papa ancora ieri, il diritto dei Libanesi all’integrità del Libano, quello degli Israeliani a vivere in pace nel loro Stato e dei Palestinesi a una patria libera e sovrana, sono per Cingoli "obiettivi molto difficili ma raggiungibili". Intanto applicando la risoluzione Onu 1559 (2/09/04) che prevedeva "il ripiegamento delle forze israeliane dal Libano, già avvenuto mentre il disarmo delle milizie hezbollah, il loro ritiro dal confine e il dispiegamento della polizia libanese restano invece da applicare".” ”