“La politica offre un significativo segno di speranza” se sa sottrarsi “alle logiche di schieramento e di potere per porsi realmente al servizio delle persone, a cominciare dagli ultimi, proclamando l’uguaglianza fra tutti gli uomini”. Ma per fare questo “ha bisogno di conversione”. Ne è convinta Paola Bignardi, coordinatrice nazionale di Retinopera, cartello di associazioni cattoliche impegnate in diversi ambiti della società civile. In un’intervista da questa sera su old.agensir.it, Bignardi traccia al SIR un bilancio del V Seminario di Retinopera svoltosi nei giorni scorsi a Vallombrosa su “Città e coscienza civile”. “Ogni città è il riflesso esteriore della coscienza di chi la abita – afferma – ed è luogo critico rispetto ai grandi problemi del mondo di oggi”. In primo piano la “qualità della vita che non sempre tiene conto della dignità e dei diritti” dei suoi abitanti. Di qui la necessità di scelte, anche “piccole, che costruiscano il futuro”. Ma anche la “cittadinanza” diventa un dovere: “Impegnarsi sul piano culturale, educativo e civile significa contribuire alla promozione dei valori e dei diritti della persona e dell’intera società. Un dovere di cittadinanza che, partendo dal proprio territorio, fa intravedere che c’è qualcosa che va oltre l’oggi e in questo senso diviene strumento di speranza”.