"Constatiamo con rammarico che nelle dichiarazioni di molti esponenti politici si continua a considerare come pubblica la sola scuola gestita dallo Stato. Si rinnega così la legge approvata nel 2000 dal Parlamento italiano, con il Governo D’Alema, che riconosce pubblica la scuola in base al servizio che rende alla società, indipendentemente dalla figura giuridica del gestore": è il commento di Maria Grazia Colombo, presidente nazionale dell’Associazione Genitori Scuole Cattoliche (Agesc), alle polemiche contro le riflessioni del card. Angelo Scola sulla "scuola della società civile". Secondo l’Agesc, infatti, "nel rispetto del principio di sussidiarietà, lo Stato e gli Enti Locali devono aiutare le famiglie e gli enti intermedi a divenire consapevoli della propria responsabilità educativa e ad esercitarla creativamente; lo Stato, quindi, deve passare dalla gestione della scuola al governo del sistema scolastico, proprio perché la scuola dell’autonomia è generata dalla responsabilità dei soggetti che la compongono gestori, docenti, genitori, alunni". L’associazione sostiene che oggi "risulta radicalmente inefficace la proposta di un modello di scuola unica che impedisce l’attuazione di una piena libertà di educazione". Pertanto, auspica "che questo Governo voglia reperire le risorse economiche necessarie per consentire alle famiglie il libero accesso al sistema di istruzione pubblico, senza discriminazioni per le scuole paritarie".