Una “nuova Guerra dei Cento anni?”: se lo chiede, in un editoriale di SirEuropa che sarà pubblicato oggi su old.agensir.it, Jean-Dominique Durand dell’Università di Lione (Francia), in merito alle guerre che si succedono nel Medio Oriente ormai da cinquantotto anni. “Tutto sembra fare pensare di sì osserva Durand -. Difatti da tanti anni, tutte le iniziative di pace sono fallite e tanti uomini di pace sono caduti, da Sadat a Rabin, sotto i colpi dei sicari”. Oggi, continua, “è l’esistenza stessa del Libano che è minacciata. Tutta la comunità internazionale è paralizzata e rassegnata allo scontro permanente in questa regione”, “senza capire che si tratta di un vero tumore che mina il mondo intero e alimenta il terrorismo”. Per Durand, l’Europa “deve e può tenere un ruolo in tale vicenda” perché “ne ha innanzitutto il dovere morale”, avendo “una pesante responsabilità nello scoppio del conflitto”: la creazione dello Stato d’Israele, infatti, “è il frutto della sua coscienza sporca di avere portato in se stessa l’antisemitismo e la Shoah”. Inoltre, l’Europa deve avere un ruolo nella vicenda “perché è amica di tutte le parti”; “perché è portatrice di un progetto umanistico e democratico che garantisce l’esistenza e il rispetto di tutti”; “perché ha, per ragioni storiche, un ottima conoscenza delle culture in presenza, del mondo arabo (musulmano e cristiano) e del mondo ebreo, e perché sa ciò che significa ‘convivere'”.(segue)