È stata sottoscritta nei giorni scorsi da 408 europarlamentari, di cui 64 italiani, la Dichiarazione 23 sulle “Adozioni internazionali in Romania”. La Dichiarazione, che ha superato il quorum di 366 consensi richiesto dal Parlamento Europeo chiede al governo rumeno di rivalutare i casi pendenti di quei bambini per i quali, dopo l’incontro con i genitori prima della moratoria del 2001, l’adozione non si è conclusa. Sempre a Bucarest si chiede di riaprire l’adozione internazionale nei casi in cui falliscono le altre forme di inserimento del minore in famiglia. Secondo i dati forniti dall’associazione Amici dei Bambini, le condizioni di vita dei minori in Romania peggiorano di anno in anno: nel 2003 e nel 2004, sono stati circa 9.000 quelli abbandonati negli ospedali e, a giugno del 2005, si stimano 80.287 minori fuori dalla famiglia. “La notizia vhe viene dal Parlamento europeo è senz’altro positiva commenta Marco Griffini presidente di Ai.Bi – anche se la risposta degli europarlamentari, specialmente degli italiani, è arrivata con forte ritardo rispetto all’emergenza abbandono in Romania. È inammissibile che un paese che chiede di entrare nell’Ue neghi di fatto ai più sfortunati, i bambini abbandonati, il diritto di essere figli”.