“Il peso politico dei migranti ed il loro contributo partecipativo alla democrazia può essere determinante per la costruzione di un’Europa che superi i campanilismi locali, nazionali e religiosi”; perciò essi, “parte sempre più insostituibile della società, devono essere riconosciuti come suoi protagonisti”. Si conclude con questa affermazione il documento finale del IX Meeting internazionale sulle migrazioni che, promosso dai missionari e laici scalabriniani e dalla relativa agenzia per la cooperazione allo sviluppo, in collaborazione con le Fondazioni Ismu di Milano e Agnelli di Torino, si è chiuso ieri 12 luglio a Loreto. Nel documento diffuso oggi viene sottolineato che “le politiche migratorie sembrano essersi spesso prestate come strumento di conservazione dello status quo” e “sono tuttora in ritardo sulla situazione reale che comporta, all’interno delle singole società, la presenza di una componente immigrata e straniera, divenuta strutturale”. Di qui la richiesta di “una revisione del diritto di cittadinanza” per “un’applicazione progressiva dello ius soli”. Gli estensori del documento chiedono inoltre “la concessione ai migranti del voto amministrativo” che “costituirebbe un importante passo avanti nel processo di inclusione degli immigrati” nelle nostre società e “un riconoscimento del loro positivo peso politico”. Per quanto riguarda l’Italia, il documento auspica “l’introduzione di norme più flessibili per la regolarizzazione”, e “la rapida formulazione di una legge sul diritto d’asilo”.