CONFLITTO ISRAELE-LIBANO: PADRE JAEGER, "A PERDERE SARANNO I PALESTINESI"

"Un aumento di gravità qualitativo". Così padre David Maria Jaeger, francescano esperto di Medio Oriente, giudica il conflitto tra Israele e il Libano scoppiato dopo la cattura di due soldati di Tshal, l’esercito israeliano, da parte di hezbollah libanesi. In una dichiarazione al Sir l’esperto spiega che "Israele ritiene di essere stato aggredito, non più semplicemente da una organizzazione militante, Hezbollah, ma dallo stesso Stato libanese, ed è deciso di rispondere in base a questa valutazione". Come è noto Hezbollah ha una sua rappresentanza parlamentare all’interno delle istituzioni libanesi. Secondo padre Jaeger con l’apertura di questo nuovo fronte "a perdere saranno i palestinesi perché l’iniziativa bellica di Hezbollah ha distolto l’attenzione dall’emergenza umanitaria a Gaza, e potrebbe aver deragliato i negoziati mezzo-segreti miranti, non solo al rilascio del caporale Gilad Shalit, ma anche ad un cessate-il-fuoco generale nella Striscia di Gaza e dintorni, al rilascio di un numero imprecisato di detenuti palestinesi, e ad un pur modesto spiraglio di tempi alquanto migliori". "In ogni caso – conclude – anche se, al termine dell’attuale scontro armato su più fronti, si arrivasse al rilascio di detenuti palestinesi in cambio dei soldati israeliani, il merito sarà rivendicato da Hezbollah, e non più dal governo palestinese, che fa capo ad Hamas. L’unica via d’uscita è la pace che richiede, come ha detto il Papa nell’Angelus del 29 giugno, anche il generoso contributo della comunità internazionale”.