Si è dichiarato “allibito alla notizia degli attentati brutali e incalliti” sui treni di Bombay” perché “tali atti non possono essere giustificati in alcun modo”: Kofi Annan, segretario generale dell’Onu, commenta, in una nota diffusa stamattina, gli attentati che, ieri sera, hanno provocato 174 morti e 464 feriti sui treni e nelle stazioni della periferia di Bombay (India). Gli attentati, per Annan, confermano che “il terrorismo costituisce una delle minacce più gravi alla pace internazionale e alla sicurezza” e rendono “ancora più urgente la necessità di un’azione coordinata da parte di tutti i Paesi per sconfiggere il terrorismo in tutte le sue forme e manifestazioni: chiunque sia a commettere tali atti di terrorismo, in qualunque momento, in qualunque luogo e per qualsiasi motivo”. Condanna “all’attacco compiuto con delle bombe esplose in serie che ha colpito Mumbai, ucciso diverse dozzine di persone e ferito le persone innocenti” anche dalla Conferenza episcopale indiana (Cbci), che attraverso il suo portavoce, padre Babu Joseph, ha invitato la popolazione ad affrontare “con calma questo momento di ansia”. Già nel 2001, 2003 e 2005 si erano verificati, infatti, altri attentati, che non avevano provocato, però, un così alto numero di vittime. I vescovi indiani chiedono anche di unire le forze “per sconfiggere i disegni nefasti” degli “elementi anti-sociali” che hanno preparato le esplosioni. Per il tipo di attentati, i responsabili della sicurezza indiana sospettano il terrorismo di matrice islamica.