Dei cambiamenti in atto nelle comunità di immigrati in Italia ha parlato invece Enrico Pugliese, dell’Università di Napoli "Federico II". Cambiamenti come l’aumento delle famiglie grazie ai ricongiungimenti familiari, della componente femminile, dei giovani e dei nuovi nati. Con due tendenze opposte, una verso "l’inserimento e stabilizzazione”, l’altra verso un “processo di povertà ed esclusione sociale”. Tra i più fragili le donne e “gli ultimi arrivati”. Per evitare la caduta verso le aree del disagio servono “opportunità lavorative migliori e più regolari” e “politiche sociali a livello locale”. Cambia anche il modo di percepire l’immigrazione da parte degli italiani: “L’elevata visibilità della componente più precaria dell’immigrazione – ha osservato Pugliese -, sia dei lavoratori, sia dei marginali intorno alle stazioni ferroviarie, condiziona l’immagine complessiva”. Secondo alcuni sondaggi gli italiani “mostrano orientamenti meno favorevoli rispetto al passato”. In sintesi, “le condizioni di questa immigrazione sono molto più difficili di quelle che avevano caratterizzato le grandi migrazioni dei decenni scorsi”. Tutto avviene “in un quadro di chiusura, di generale precarizzazione della condizione lavorativa”, che rende “comprensibilmente più faticosi i percorsi di integrazione”. Nella mattinata è stato consegnato anche il Premio Meeting a Savino Pezzotta, già segretario generale della Cisl, “per il suo costante impegno a favore dei lavoratori migranti e dell’Africa”.