“Un impegno ad intra per aiutare il credente a comprendere i valori morali fondamentali e a viverli nella vita quotidiana, e ad extra nel rapporto con il mondo affinché questi valori siano colti e attuati ai diversi livelli della società civile. Un contributo per richiamare tutti gli esseri umani, credenti e non, alla responsabilità comune nella ricerca del bene”: questo, ha detto al SIR don Renzo Pegoraro, presidente della Fondazione Lanza che ha cooperato alla realizzazione del primo congresso internazionale dei teologi morali cattolici che si chiude questa sera a Padova, il ruolo della teologia morale emerso dall’incontro. “Etica teologica cattolica nella Chiesa mondiale” il tema dell’evento, “momento di confronto, senza la pretesa di trovare con immediatezza soluzioni e risposte, tra persone provenienti da diverse realtà sociali e tradizioni culturali per fare il punto, tra esperienze e prospettive, sul cammino della teologia morale nei vari continenti”. Voluto da un comitato di teologi guidato da padre James Keenan, gesuita di Boston, il congresso, al quale hanno partecipato oltre 400 teologi di 60 Paesi dei cinque continenti, per don Pegoraro “ha inaugurato una tradizione che speriamo possa diventare a cadenza quadriennale”. Quali, in particolare, i temi dibattuti? “Discernimento morale, globalizzazione, giustizia sociale, diritti umani tra dignità della persona e cittadinanza universale, bioetica”. Forte, conclude il sacerdote, “la volontà emersa di rilanciare uno sguardo di speranza sul mondo”.