"L’immigrazione è una grande possibilità per il nostro Paese e rappresenta al momento l’unico elemento di inversione demografica": lo ha detto questa mattina a Roma il ministro delle Politiche per la Famiglia Rosi Bindi, intervenendo alla presentazione presso la sede delle Acli della ricerca dell’Iref (Istituto Ricerche Educative e Formative) sulle "Famiglie migranti". Bindi ha criticato la legge Bossi-Fini, sostenendo che "rende difficili e complicati i ricongiungimenti familiari". Anche il ministro dell’Interno Giuliano Amato, presente all’incontro accanto a Luigi Bobba, presidente dell’Iref, neo-senatore della Margherita e già presidente nazionale delle Acli, ha espresso riserve sulla Bossi-Fini, parlando di un decreto sui ricongiungimenti familiari in via di elaborazione. "La famiglia ha detto è il nucleo essenziale della società, è il perno su cui lavorare. In essa si formano le virtù e le nostre leggi devono riconoscere ciò, anche per quanto riguarda coloro che sono giunti da altri paesi e chiedono la cittadinanza". A questo riguardo ha affermato che "il tempo congruo per la concessione dovrebbe essere di cinque anni". Amato ha comunque sottolineato che "un conto è parlare di diritti civili, quali quello del voto, connessi alla cittadinanza; e un altro conto è invece parlare di diritti sociali, connessi al fatto di esistere, e quindi tendenzialmente da riconoscere anche agli immigrati".