Un coordinamento tra le Ong italiane che lavorano in Afghanistan e in Iraq “per affermare con forza e chiarezza la distinzione dell’aiuto umanitario e di cooperazione allo sviluppo da altri tipi di intervento internazionale”. Questo, spiega oggi in una nota l’Associazione delle Ong italiane, è “Cooperazione in contesti di guerra”, il coordinamento costituitosi il 3 luglio a Roma con l’obiettivo di “distinguere il ruolo umanitario da quello militare in contesti bellici quali l’Afghanistan e l’Iraq dove negli ultimi anni si è ingenerata una pericolosa confusione di ruoli”. Al Coordinamento aderiscono Alisei, Aispo, Cesvi, Coopi, Cosv, Gvc, Intersos. "Vogliamo costituire una piattaforma che possa esprimere una posizione politica e proposte concrete al governo italiano sottolinea Patrizia Santillo, presidente Gvc – non possiamo permetterci di venire confusi con i militari. Il dover intervenire come civili in zone di guerra sarà purtroppo sempre più frequente, è un problema che” dobbiamo affrontare “con chiarezza, coerentemente, con un alto grado di coordinamento tra gli operatori umanitari". "Siamo interessati a rimettere il dibattito umanitario/militare in evidenza ribadisce Stefano Piziali del Cesvi Nel passato con i militari abbiamo collaborato, quando i ruoli e i mandati erano chiari e definiti”. In programma nei prossimi giorni un incontro pubblico sul tema, nel corso del quale verrà anche presentato un documento comune. ” ” ” “