DIOCESI: COMO; MONS. MAGGIOLINI SU PRETE ACCUSATO DI PEDOFILIA, “FINO ALLA SENTENZA DEFINITIVA UN CITTADINO È DA CONSIDERARE INNOCENTE”

” “Gli indizi non sono prove “e un cittadino è da considerare innocente finché non sia giudicato con sentenza definitiva”. Mons. Alessandro Maggiolini, vescovo di Como, interviene oggi nella vicenda di don Mauro Stefanoni, prete della sua diocesi, accusato di violenza sessuale nei confronti di un minore e detenzione di materiale pedopornografico. Nell’attesa del processo, che si aprirà nel prossimo ottobre, don Stefanoni è stato trasferito da Brienno-Laglio a Colico. Non è vero, come si legge in alcuni organi di stampa, che la Curia di Como avrebbe “premiato” il sacerdote facendolo ritornare “tra i bambini”, chiarisce il presule in una nota, precisando che don Stefanoni “è stato nominato collaboratore temporaneo per la pastorale ordinaria”.
” “”Non si riesce a capire il perché di questa insistenza nell’accusare un prete che non è ancora stato condannato e c’è da augurarsi che non lo sia” prosegue mons. Maggiolini per il quale gli "indizi gravi, univoci e convergenti" che esisterebbero “a carico di don Mauro, non sono prove. E un cittadino è da considerare innocente finché non sia giudicato con sentenza definitiva”. “La gente semplice e pacata guarda a don Mauro nella speranza di vederlo reintegrato pienamente nell’attività del ministero sacerdotale. Il resto – conclude mons. Maggiolini – è chiacchiera non sempre del tutto benevola”. ” “