I tedeschi nutrono per il nostro calcio una sorta di "amore-odio", perché "da una parte invidiano l’ars vivendi degli italiani, dall’altra covano la rivalità ancor per la partita del 1970 (il famoso 4 a 3 in Messico, ndr.) e per l’inferiorità nei confronti diretti". A parlare è don Silvio Pradel, prete della diocesi di Trento da più di 30 anni cappellano a Esslingen (Stoccarda), dove gli emigrati della comunità (in gran parte siciliani) sono circa 2.500. Intervistato dal settimanale della diocesi di Trento, "Vita Trentina", alla vigilia di Italia-Germania, la semifinale dei mondiali che si gioca stasera a Dortmund, don Pradel aggiunge una nota sulla lettura tedesca del calcio italiano e dei suoi mali. "Tutto fa brodo qui in Germania per buttare un po’ di discredito sui giocatori italiani. Certamente questo scandalo nel calcio di casa nostra non ci voleva, ha peggiorato ulteriormente la nostra immagine presso i tedeschi. Il rigore concesso contro l’Australia ha fatto gridare al furto e anche certe battute ironiche dell’autorevole Beckenbauer non ci aiutano certo. In fondo conclude il sacerdote trentino i tifosi tedeschi hanno grande paura di incontrare gli azzurri in campo. E di perdere ancora".