"È il momento di scegliere tra una confederazione di Stati o una federazione europea; tra il voto all’unanimità, che blocca ogni decisione, o quello a maggioranza", dunque tra una minore o una maggiore e "reale integrazione". L’intervento del premier belga, Guy Verhofstadt, ha aperto la sessione del Parlamento europeo, riunito oggi e domani a Bruxelles. Al primo punto dell’ordine del giorno era previsto un dibattito sull’"Avvenire d’Europa", a un anno dal "no" francese e olandese alla Costituzione. Prima dell’inizio dei lavori dell’Assemblea, il presidente del Parlamento, Josep Borrell, ha invitato, in occasione di un forum dei cittadini tenutosi a Francoforte (Germania), "a cooperare alla realizzazione di un nuovo sogno europeo". Borrell ha dichiarato che "l’Europa sta attraversando una crisi, non in relazione al suo funzionamento, ma una crisi del concetto stesso di Unione europea, già visibile sei anni fa con il Trattato di Nizza". Il presidente ha aggiunto che "non è stato il no dei francesi e degli olandesi sulla Costituzione a condurre all’impasse, ma piuttosto la crisi latente scatenata da Nizza a condurre al no referendario". Per queste ragioni, l’Ue "ha bisogno di nuovi obiettivi, ma anche dell’ambizione per realizzarli": "L’Europa è una speranza. La speranza di raggiungere la pace, lo sviluppo economico e la giustizia sociale. È un progetto ambizioso", per il mondo intero. Una responsabilità di cui i 25 devono, secondo Borrell, "essere pienamente consapevoli".