"La notizia suona come un segnale preoccupante: in sede europea l’Italia ha cambiato opinione circa l’utilizzo di cellule staminali, provenienti da embrione". È il commento del teologo Marco Doldi all’annuncio, dato ieri a Bruxelles, del ritiro della firma italiana dalla "Dichiarazione etica" che sanciva la contrarietà del nostro Paese (insieme ad altri) all’uso delle staminali embrionali nel quadro del programma di ricerca europeo FP7. "Fino a ieri afferma Doldi – conformemente al sentire etico della popolazione, l’Italia condivideva con numerosi altri Paesi europei il divieto del prelievo di cellule staminali da embrione, in quanto comporta la distruzione dell’embrione stesso. Ora, il neoministro dell’università e ricerca prosegue Doldi – ha cambiato le cose e ha ritirato l’adesione al documento etico internazionale. Il motivo? Il ministro ha dichiarato: non mi sembrava il caso che in sede europea come Paese avessimo una posizione di chiusura totale alla sperimentazione e alla ricerca. Secondo il ministro, l’Italia ha una legislazione piuttosto restrittiva che deve essere parzialmente modificata". "Ora sottolinea il teologo – non è fuori luogo ricordare, che questa legislazione di tutela dell’embrione contro le disumanità di una forma di tecnica, è stata voluta dal Parlamento italiano e mantenuta tale dal referendum popolare. Ignorare tutto questo appare come un atto arbitrario". "Il ministro conclude Doldi – ritiene che: la funzione dell’Italia non sia di tentare semplicemente di esportare la propria legislazione interna. È sorprendente! E se la nostra legislazione fosse un passo di civiltà in questa delicata materia?".