"I bambini facilmente perdono l’orientamento nel tempo quando sono davanti allo schermo: tv e computer hanno un effetto ‘ipnotizzante’ e creano dipendenza". A richiamare il rischio é Masal Pas Bagdadi, psicoterapeuta infantile, intervenuta oggi pomeriggio al workshop "Il tempo dei media" tenutosi a Bologna all’interno delle manifestazioni per "Kinderkom 2006", rassegna su comunicazione e media nell’età evolutiva. Riempire di attività i piccoli perché non si annoino, secondo Bagdadi, "nasconde il bisogno di controllare ogni aspetto della loro vita, e non coincide con i bisogni affettivi della crescita". Piuttosto, la psicoterapeuta propone di "stare vicino ai piccoli, scegliendo i programmi televisivi adatti o giocando con i videogiochi, per mantenere viva la comunicazione e la condivisione del tempo e dell’esperienza". Di una tv che annulla la dimensione temporale ha parlato anche Gianfranco Noferi, direttore di RaiSat Ragazzi: "I bambini sono ‘connessi’ tutto il tempo e fanno più cose contemporaneamente ha affermato -. Questo comportamento, però, non favorisce l’approfondimento, né la concentrazione. Purtroppo la televisione tende a favorire questa tendenza". Maria Mussi Bollini di RaiTre Ragazzi ha richiamato a "un rispetto del tempo-bambino: oggi c’è una diversità di stimoli, ma occorre sempre tener conto dei tempi della crescita".